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Il Nunchaku, meno noto come Sosetsukon, viene chiamato anche "flagello" presso gli Occidentali, ed è probabilmente l'arma più popolare tra quelle messe a disposizione dall'arsenale delle arti marziali.
Il Nunchaku è un'arma dalla concezione molto semplice,
in quanto è costituita essenzialmente da due bastoni, leggermente più
larghi alle estramità, della lunghezza di circa 30 - 35 cm e da una corda
o da una catena della lunghezza di 9-10 cm. La lunghezza dei bastoni, è
data dal fatto che essi devono coprire la distanza esistente tra il centro del
palmo della mano e la punta del gomito. La lunghezza della corda, o della catena,
che congiunge i due bastoni non è casuale, infatti essa non deve essere
troppo lunga per evitare che i bastoni ruotino in maniera irregolare, nè deve essere troppo corta, in quanto un'eccessiva frizione dovuta alla rotazione
potrebbe causarne la rottura. In alcuni casi su uno dei bastoni viene praticato
un foro in modo che la rotazione produca un suono simile ad un fischio.
Alcuni Nunchaku presentano delle effigi sui bastoni, esse possono svolgere
due diverse funzioni: la semplice valorizzazione estetica del legno, oppure
(come nel caso delle incisioni), possono essere utili a mantenere più salda la presa.
Generalmente il Nunchaku s'impugna con una sola mano e può essere
fatto roteare in tutte le direzioni. Si tratta di un'arma di offesa, ma può
essere utilizzata anche per difendersi. In linea di massima i colpi vengono
inferti sfruttando la forza centrifuga prodotta dalla rotazione delle barre
di legno; ma il Nunchaku può essere sfruttato anche come una morsa
per bloccare le armi o gli arti degli avversari; oppure è possibile sferrare
colpi utilizzando l'estremità o la cima di uno o di entrambi i bastoni.
Con tutta probabilità il Nunchaku veniva originariamente utilizzato
in Cina come strumento per batter il grano e il riso, successivamente venne
trasformato in un'arma utile ai contadini e ai monaci privi di altri strumenti
di autotutela.
Secondo alcune teorie, gli abitanti di Okinawa avrebbero appreso i primi rudimenti
sull'uso marziale del Nunchaku intorno al XIII - XIV secolo dai Cinesi
immigrati presso il centro di Kumemura. Successivamente avrebbero affinato la
loro tecnica fino a sviluppare quella che noi possiamo ancora osservare nella
pratica del Kobudo.
Se questa tesi fosse dimostrabile, potremmo allora stabilire con certezza che
il Nunchaku di Okinawa è una trasformazione dello Shuang Chin
Kun e dello Shao Tse Kun utilizzati in Cina.
Tra queste armi, vi sono alcune differenze: il Nunchaku di Okinawa è
formato da due barre ottogonali tenute insieme da una corda, mentre lo Shuang
Chin Kun è costituito da due barre a sezione arrotondata tenute insieme
da una catena.
Lo Shuang Chin Kun poteva essere
di diverse forme: munito di due barre di uguale lunghezza; formato
da tre barre unite da una catena (ed in questo caso veniva chiamato
San Chin Kun); oppure formato da
due barre di diversa lunghezza di cui la più corta veniva
usata come mazza e la più lunga come manico. Quest'ultima
versione aveva alcuni vantaggi: prima di tutto si potevano colpire
gli avversari alla testa anche quando questi cercavano di proteggersi
con uno scudo, ed in secondo luogo la lunghezza del manico impediva
che le mani potessero essere colpite a causa di movimenti errati.
Generalmente le barre del Nunchaku sono costruite utilizzando legni duri e pesanti come quelli
di ebano e di quercia, ad unirle vi è spesso una corda
di seta, di nailon o una catena metallica. La tradizione vuole
che le barre dei primi Nunchaku di Okinawa fossero unite grazie
ad una fibra ricavata da un rampicante chiamato Kanda,
che per gli abitanti delle Ryukyu possedeva dei poteri magici,
o da un corda formata da crine di cavallo intrecciato (in Cina
veniva utilizzata anche la paglia di riso intrecciata).
Una variante del Nunchaku è il Sansetsukon, un'arma snodabile formata da tre bastoni ognuno della lunghezza di 70 cm, uniti attraverso una fune o una corta catena metallica.
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